Nov 24

Collettiva Homo Ludens -quando l’arte entra in ‘gioco’
Dal 2 all’11 dicembre presso la Galleria NeoArtGallery in via Urbana 122, Roma.

Inaugurazione: sabato 2 dicembre ore 18:30
Orari: dal martedì al sabato 15:30 - 19:30
Ingresso libero
www.neoartgallery.it

locandina

L’arte incontra il gioco, si riprende la libertà di stravolgere le regole del sistema sociale e la logica del pensiero razionale. Casualità, stupore, meraviglia e proiezioni fantastiche convivono e si armonizzano in una dimensione “altra”, apparentemente dissonante, che costituisce il territorio dell’espressione artistica svincolata dal concetto di mimesi.
L’arte, come il gioco, non accetta imposizioni, non conosce obblighi, per definizione è un atto libero.
Libera di rappresentare, alludere, ricostruire o distruggere, delineando trame e intessendo storie, dal finale a sorpresa.
L’elemento ludico irrompe nell’arte come trasposizione di una imprevedibile dimensione spirituale e irrazionale, manifestandosi in nuove forme che dalle avanguardie storiche del ‘900 portano all’happening e alle performance dei primi anni ‘60, al graffitismo, al video e alle manipolazioni digitali.
Gioco libero, quindi, ironica rivoluzione espressiva, sotto il segno della decostruzione di linguaggi, convenzioni e comportamenti prestabiliti.
Nelle opere esposte, come finestre, si accendono porzioni di mondi paralleli tenuti in vita da fantastiche sostanze artificiali, dissacranti e tenaci, brucianti come il desiderio.
Anche stavolta, la fantasia “andrà al potere” con la forza dirompente dei sogni, sospendendo ogni giudizio, con o senza violenza, sicuramente senza peccato.

Pier Maurizio Greco

Nov 23

Dal 30 novembre al 17 dicembre alcuni dei miei lavori saranno esposti nella mostra d’arte contemporanea ‘Immersione nel ROSSO‘, presso il Circolo E. Berlinguer Caffè Culturale Arte e Incontri, piazza S. Fagiolo 8, Albano Laziale (Roma).
Vernissage: 30 novembre ore 21.
vedi flyer
arte.go.it

Nov 23

Copertoni, tangenziali, rotaie, fabbriche, demolizioni e ultimamente soprattutto betoniere e macchine agricole: ecco i protagonisti della pittura di Sabrina Ortolani.
La bellezza di questi oggetti, di questi paesaggi suburbani è svelata attraverso punti di vista ravvicinati e diverse rielaborazioni di uno stesso soggetto; una fabbrica, ad esempio, viene rappresentata per mezzo di visioni disparate, mai banali.

Nella maggior parte dei casi, inizia il suo percorso creativo a partire da scatti fotografici eseguiti da lei stessa per poi tradurli su tela. Nelle sue foto, infatti, si ritrova il taglio compositivo così particolare che caratterizza in seguito i suoi quadri.

Già dai primi lavori il suo interesse è rivolto agli sfasciacarrozze, ai cantieri, agli edifici industriali e lo possiamo apprezzare nei suggestivi lavori eseguiti ad acquatinta. Gli effetti luministici, simili all’ acquerello, sono ottenuti con grande maestria, attraverso una resa tonale che coglie le vibrazioni della luce nell’atmosfera. Una luce che ritroviamo nei quadri e che rischiara la pastosità di una materia pittorica densa. Il ricco cromatismo è alleggerito da equilibrate trasparenze che valorizzano l’intensità espressiva di un gesto pittorico fluido, agile e scattante.

A questo punto è curioso scoprire che spesso nelle sue opere l’artista interviene con spatolate di un particolare bitume che si chiama antirombo, una vernice plastica protettiva che era adoperata dai carrozzieri, oramai in disuso. E’ come se l’utilizzo di questo materiale, interessante in realtà per la sua resa pittorica, aumentasse il legame con i soggetti rappresentati.

Uno sguardo più attento alla produzione totale di questa giovane artista romana, ci permette di risalire ai suoi riferimenti elettivi: da Titina Maselli, che con i suoi temi legati alla metropoli costruisce dei reticoli spaziali, a Renzo Vespignani, che con i suoi cimiteri di macchine e detriti della civiltà dei consumi rappresenta una metafora del nostro tempo. Non bisogna però scadere nel dato pessimista di una visione della realtà negativa: l’attenzione di Sabrina Ortolani nei confronti di questi soggetti non va letta in questo senso. Non c’è giudizio nelle sue tele, si tratta solo di puro fascino per la bellezza estetica degli intrecci labirintici tubolari di una fabbrica, per le strutture meccaniche di un apparecchio agricolo, o semplicemente per il vertiginoso scorcio prospettico di un angolo di tangenziale.

Nei quadri delle demolizioni, in particolar modo, gli elementi si compenetrano tra loro fondendosi con la dimensione ambientale e generando una struttura compositiva uniforme che si articola per piani sovrapposti.

In realtà una vena malinconica trapela nelle visioni dei suoi quadri, ma è un sentimento inconscio, di sottofondo al vigore di una pittura che ci emoziona per la sua semplicità.

Dr.ssa Raffaella Aresu
(curatrice di mostre)

Nov 21

Il 25 e il 26 novembre sarò presente nella collettiva presso lo stand ‘Casa di Booklet B’ in occasione del decennale del MEI, Meeting delle Etichette Indipendenti di Faenza, via Risorgimento 3, come finalista del Festival delle Arti di Bologna. Maggiori info sull’ampio programma del MEI.

Nov 20

Dal 21 al 24 novembre espongo nella sede di Banca Profilo Galleria San Federico, 16 (Torino), quinta e ultima tappa della mostra itinerante presso le sedi di Banca Profilo in Italia, nell’ambito della 1a edizione del concorso pittorico Profilo d’Arte.
vedi la locandina
comunicato stampa
La mostra si aprirà con una serata inaugurale ad inviti e resterà aperta al pubblico nei giorni successivi con il seguente orario 17:00-21:00.

esposizioni precedenti:
Brescia (29 sett-5 ott locandina), Reggio Emilia (12-18 ott locandina), Roma (27-31 ott locandina), Ferrara (9-15 nov locandina)
more info

Nov 19

[…] Sabrina Ortolani ha tutto un suo linguaggio che apparentemente stona con il suo essere donna, ma in realtà la sua sensibilità è massima nello scovare l’oggetto dimenticato o dichiarato unanimemente ‘povero’ come potrebbe essere un cimitero di auto o scarti di ferri, solitamente collocati ai margini delle città e sollevarlo all’Idea della Bellezza. Pennellate lunghe e larghe, a tratti indefinite, giochi di luce; Sabrina riesce ad affascinare e a catturare l’attenzione degli altri su ciò da cui ci si vuole allontanare come raccordi ferroviari e paesaggi urbani. I nodi delle ferraglie e le betoniere divengono protagoniste, e il Rosso esalta le curvature integrandosi nella Materia. […]

Serena Bianchini
(curatrice di mostre)

Nov 7


TIN ROBOT, 100×70, olio e antirombo su tela, 2006