
Sabrina Ortolani è presente nell’Archivio di Fabbrica Borroni
A volte la bellezza di ciò che si mostra quotidianamente ai nostri occhi ci sfugge, distratti come siamo da mille pensieri, tra cui quello della ricerca della perfezione a noi estranea. Perciò spesso diventiamo spettatori inconsapevoli di una bellezza strana, moderna, imperfetta e per questo autentica, quella che Sabrina coglie nelle sue opere, nelle quali si mescolano ricordi, luci e sensazioni materiche. Il fascino che esse emanano deriva inoltre da una genesi complessa, da un percorso di ricerca all’interno del quale l’artista si avvale dell’ausilio della fotografia al fine di individuare la prospettiva e il taglio compositivo più adatto a conferire bellezza e dignità a soggetti che normalmente vengono percepiti come degradati o degradanti, ma che custodiscono in realtà un bagaglio di memorie collettive, di sogni individuali, di speranze frustrate o, al contrario, realizzate.
La bellezza rappresentata nelle fotografie, nelle incisioni e nelle tele di Sabrina dunque è spesso velata da una nota malinconica, ma mai polemica nei confronti della società urbana. In esse, i soggetti rappresentati, siano architetture industriali, autostrade o vecchie automobili, vengono rielaborati, quasi lucidati e dotati di una luce nuova e straordinariamente intensa e un cromatismo pastoso adatto a cogliere lo straordinario luminismo che dona nuova giustizia a questi inaspettati protagonisti della bellezza contemporanea.
Fiordalice Sette
(assistente alle attività culturali)


